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Antico testamento
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Dal libro della Gènesi
1,26-28.31
Maschio e femmina li
creò. Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e
domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le
bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò
l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio
li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;
soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni
essere vivente che striscia sulla terra». Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco,
era cosa molto buona.
Dal libro di Tobìa
Il Signore vi unisca e
adempia in voi la sua benedizione. In quei giorni, dopo che si furono
salutati, Raguèle pregò gli ospiti di mettersi a tavola, ma Tobìa disse: «Io
oggi non mangerò né berrò qui, se tu prima non mi concedi quanto ti domando e
non prometti di darmi in moglie Sara tua figlia». Poiché Raguèle esitava a
rispondere alla richiesta di Tobìa, l'angelo gli disse: «Non temere di
dargliela, perché tua figlia dev'essere moglie di questo giovane che teme Dio.
Proprio per questo motivo nessun altro ha potuto averla». Allora Raguèle disse:
«Non dubito che Dio accolga benevolmente le mie preghiere e le mie lacrime, e
credo che egli vi abbia fatti venire qui appunto perché mia figlia si sposi a un
suo parente, secondo la legge di Mosè. Non temere: te la darò». Prese la mano
destra di sua figlia, la mise in quella di Tobìa e disse: «II Dio di Abramo, il
Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe sia con voi; egli vi unisca e adempia in voi
la sua benedizione». Presa poi una carta, fecero la scrittura del
matrimonio, quindi cominciarono a mangiare benedicendo Dio.
Dal libro di Tobia 8,5-10
Sara e Tobía. La sera delle nozze, Tobìa disse a Sara
sua sposa: «Noi siamo figli di santi e non possiamo unirci alla maniera di
quelli che non conoscono Dio». Stando perciò alzàti tutti e due, si misero a
pregare con grande fervore per essere salvati. E Tobìa disse: «Signore, Dio dei
nostri padri, ti benedicano i cieli e la terra, il mare, le sorgenti, i fiumi e
tutte le creature che in essi vivono. Dal fango della terra tu hai plasmato
Adamo e a lui donasti Eva come aiuto. Tu lo sai, Signore, che io prendo in
moglie questa mia parente non per passione, ma solo per il desiderio di una
discendenza nella quale si benedica il tuo nome lungo i secoli». E Sara
diceva: «Abbi pietà di noi, Signore, abbi pietà di noi e concedici di arrivare
ambedue sani fino alla vecchiaia».
Dal Cantico dei
Cantici 2,8-10.14.16; 8,6-7
Forte come la morte
è l'amore. Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene
saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un
capriolo o a un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla
finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice:
«Alzati, amica mia, mia tutta bella e vieni! O mia colomba, che stai nelle
fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi
sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro». Il
mio diletto è per me e io per lui. Egli mi dice: «Mettimi come sigillo sul
tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli ìnferi è la gelosia: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma
del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi
travolgerlo».
Dal libro del
Siràcide 26,1-4.16-2
La bellezza di una donna
virtuosa adorna la sua casa. Beato il marito di una donna virtuosa; il
numero dei suoi giorni sarà doppio. Una brava moglie è la gioia del marito,
questi trascorrerà gli anni in pace. Una donna virtuosa è una buona sorte,
viene assegnata a chi teme il Signore. Ricco o povero il cuore di lui ne
gioisce, in ogni tempo il suo volto appare sereno. La grazia di una donna
allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa. L un dono del
Signore una donna silenziosa, non c'è compenso per una donna educata. Grazia su
grazia è una donna pudica, non si può valutare il pregio di un'anima modesta. Il
sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una
donna virtuosa adorna la sua casa.
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Nuovo Testamento
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Romani 8,31-35.37-39
Chi ci separerà dall'amore di
Cristo? Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha
risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà
ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica.
Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla
destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dall'amore di
Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità,
il pericolo, la spada? In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per
virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita,
né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né
profondità, né alcuna altra creatura potrà mai separarci dall'amore di
Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Romani 12,1-2.9-18
Siate lieti nella
speranza Vi esorto,
fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio
vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non
conformatevi alla mentalità di questo secolo,. ma trasformatevi rinnovando la
vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui
gradito e perfetto. La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore,
attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate
nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi
nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella
tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei
fratelli, premurosi nell'ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano,
benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete
con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli
altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non
fatevi un'idea
troppo alta di voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di
compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo
dipende da voi, vivete in pace con tutti.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo
ai Corinzi 6,13-15.17-20
Il vostro corpo è tempio
dello Spirito Santo. Fratelli, il corpo non è per
l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha
risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua
potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di
Cristo? Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.
Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo
corpo; ma chi si dà all'impudicizia, pecca contro il proprio corpo. O non sapete
che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da
Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro
prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo
ai Corinzi 12,31;
13,8
Se non ho la carità, niente mi
giova. Fratelli, aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via
migliore di tutte. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma
non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cémbalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la
scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie
sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità,
niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la
carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo
interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode
dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto
spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli
Efesìni 5,2.21-33
Questo mistero è
grande. Fratelli, camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato
e ha dato se stesso per noi. Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di
Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito
infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il
salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche
le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le
vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per
renderla santa, purificandola per mezzo del lavàcro dell'acqua accompagnato
dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa,
senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche
i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama
la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la
propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa,
poiché siamo membra del suo corpo. "Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua
madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola". Questo
mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche
voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia
rispettosa verso il marito.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Colossési 3,12-17
Al di sopra di tutto vi sia la
carità. Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti
di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;
sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di
che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così
fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il
vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad
essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! La parola di
Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni
sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici
spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome
del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Dalla prima lettera di san Pietro
apostolo 2,11; 3,1-9
Siate tutti concordi,
animati da affetto fraterno. Carissimi, io vi esorto nel nome del
Signore: voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni
si rifiutano di credere alla parola, vengano conquistati dalla condotta delle
mogli, senza bisogno di parole, considerando la vostra condotta casta e
rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore - capelli intrecciati,
collane d'oro, sfoggio di vestiti -; cercate piuttosto di adornare l'interno
del vostro cuore con un'anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco
ciò che è prezioso davanti a Dio. Così una volta si ornavano le sante donne
che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai lord mariti, come Sara che
obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di essa siete diventate figlie, se
operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia. E ugualmente
voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più
debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della
vita: così non saranno impedite le vostre preghiere. E
finalmente siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri,
animàti da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male,
né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a
questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione.
Dalla prima lettera di san Giovanni
apostolo 3,18-24
Amiamo coi fatti e nella
verità. Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella
verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui
rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più
grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non
ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la
riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è
gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio
suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha
dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da
questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Dalla prima lettera di san Giovanni
apostolo 4,7-12
Dio è amore. Carissimi, amiamoci gli uni gli altri,
perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non
ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato
l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché
noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad
amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di
espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi
dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli
uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
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Vangelo
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Dal vangelo secondo
Matteo 5,1-12
Grande è
la vostra ricompensa nei cieli. In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì
sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in
spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti,
perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la
terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno
saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno
misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati
i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei
cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e,
mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei
cieli».
Dal vangelo secondo
Matteo 5,13-16
Voi siete la luce del
mondo. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della
terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render
salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra
un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il mòggio, ma sopra il
lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda
la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e
rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli».
Dal vangelo secondo
Matteo 7,21.24-29
Costruì la sua casa sulla
roccia. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice:
Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del
Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie
parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua
casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e
si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la
roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in
pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su
quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande». Quando
Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupìte del suo
insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i
loro scribi.
Dal vangelo secondo
Matteo 19,3-6
Quello che Dio ha
congiunto, l'uomo non lo separi. In quel tempo, si avvicinarono a Gesù
alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «E lecito ad un uomo
ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Ed egli rispose: «Non
avete letto che il Creatore da principio
li creò maschio e femmina e disse: «Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua
madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono
più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo
sepàri».
Dal vangelo secondo
Matteo 22,35-40
Questo è il più grande e
il primo dei comandamenti. In quel tempo, un dottore della legge
interrogò Gesù per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il più grande
comandamento della legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto
il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più
grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il
prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge
e i Profeti».
Dal vangelo secondo
Marco 10, 6-9
Non sono più due, ma una sola
carne. In quel tempo, Gesù disse: «All'inizio della creazione Dio li creò
maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due
saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L'uomo
dunque non sepàri ciò che Dio ha congiunto».
Dal vangelo secondo
Giovanni 2,1-11
Sposalizio a Cana di Galilea In quel
tempo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu
invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a
mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù
rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La
madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra
per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù
disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse
loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene
portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola,
che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto
l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino
buono e, quando sono Un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai onservato
fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana
di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi
discepoli credettero in lui.
Dal vangelo secondo
Giovanni 15,9-12
Rimanete nel mio
amore. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,
così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei
comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del
Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in
voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli
uni gli altri, come io vi ho amati».
Dal vangelo secondo
Giovanni 15,12-16
Che vi amiate gli
uni gli altri. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio
comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha
un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei
amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo
non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò
che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma
io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo
conceda».
Dal vangelo secondo
Giovanni 17,20-26
Tutti siano una cosa
sola. In quel tempo Gesù alzàti gli occhi al cielo pre Fava dicendo: «Padre
santo, non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola
crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e
io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi
hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché
siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti
nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato
me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io,
perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato
prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma
io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere
loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato
sia in essi e io in loro».
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